“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

Articoli con tag “Via Lattea

Là fuori

In una vita precedente dovevo essere un animaletto boschivo con il naso rivolto in su a guardare le stelle.
Tutte le volte che rientro dalla montagna, ho una sensazione di estraniamento che a momenti diventa alienazione totale. Mi sento fuori posto. Le strade sono sempre strette, i suoni sono sempre rumori, la gente è sempre folla. E dire che vivo in una delle città più belle d’Italia e del mondo…
Molti nel proprio ambiente vivono tranquilli e vivono bene. Alla maggioranza degli esseri umani, quello che c’è “là fuori” non interessa, o fa paura. Al contrario, io non ne posso fare a meno. L’intero pianeta mi sta stretto: fin da quand’ero molto piccola, ho sempre voluto trovarmi “là fuori”, a guardare il mondo dall’alto e il firmamento dal basso, perché in cima a una montagna mi pare di essere un pochino più vicina a casa mia.
Se le vette sono lontane, scrivere di altri pianeti, altre specie e altri tempi è l’unica alternativa che ho per non sentirmi un paio di scarpe di cemento ai piedi e la testa chiusa in un sacco.

 

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Anteprima della copertina di “Wormole” (edizione cartacea)

L’edizione cartacea di “Wormhole” sarà presto disponibile nei bookstore!
Ecco in anteprima la copertina e la retrocopertina illustrate da Stefano Decarli, bravissimo fotografo e grafico di cui v’invito a visitare il sito:

http://www.stefanodecarli.com/


copertina Wormhole con logo

Ecco l’immagine (rappresentazione grafica dell’effetto lente gravitazionale di un buco nero) da cui è stata tratta ispirazione per le due illustrazioni: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d6/BlackHole_Lensing.gif

L’ebook è già disponibile in tutti i principali bookstore:
http://www.amazon.it/Wormhole-Serena-M-Barbacetto-ebook/dp/B00MAYC4C6

Sinossi:

“È tardi! È tardi!”
L’orologio del Bianconiglio segna quasi la mezzanotte. Il tempo rimasto all’Umanità sta per terminare, la creatura sta per tornare a scivolare nel buio. Non resta che seguirla, giù in fondo al pozzo, e cercare di fermare le lancette. Questione di sopravvivenza.
Lei è umana, lui (lei?) non lo è. Lei appartiene al mondo riflesso nello specchio, lui (lei?) è lo specchio stesso. Il primo contatto con l’ignoto è un silenzioso scambio di sguardi, sotto un cielo che sembra quello d’un altro mondo: inciampando nella soglia dell’Universo, Alice sprofonda nel sogno, o incubo, destinato a inghiottire lei e il mondo cui appartiene. Il fragile equilibrio si spezza: dopo tredicimila anni, quello sguardo apre una breccia, una scalfittura nella parete che fin dall’antichità ha tenuto separate le due realtà, svelando un frammento di ciò che non dovrebbe esserci, là fuori, ma c’è.
Il Primo Mondo, da sempre considerato sacro e intoccabile, sta per essere travolto dalla catastrofe assieme a tutte le civiltà dell’Esodo. Per salvare la specie che l’ha accolta, la Chimera è costretta a strapparsi di dosso l’ingannevole apparenza d’umanità di cui si riveste, quel fragile involucro di materia vivente ed emotività umana in cui cela l’abisso della sua vera natura. Sa che il tempo sta per scadere, e sa anche di non essere l’unica anomalia in grado di riscrivere le regole del gioco: qualcos’altro già si muove nell’ombra, attraversando con naturalezza il confine fra ciò che è umano e ciò che non lo è più, o non lo è mai stato.
Come la vibrazione d’una corda pizzicata a entrambe le estremità, la voce degli onnipotenti creatori dei wormhole giunge all’Umanità sia dall’antichità, sia dal remoto futuro: è in gioco lo sconfinato panorama d’un domani che arriva fino alla fine del tempo.

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan